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E’ stalking inviare tante email da riempire la casella di posta

foto stalking

Non è necessario che le condotte moleste avvengano in luoghi aperti al pubblico: si può trattare di email, sms o telefonate.

Rischia una condanna per stalking chi invia troppe email ad una persona intasandone la casella di posta elettronica, a prescindere da quale sia il fine per cui si agisce: infatti, per far scattare il reato di atti persecutori, non è necessario che le condotte moleste si concretizzino, per forza, in un comportamento “materiale” (per esempio un pedinamento), potendo anche essere “virtuale” come l’invio di una serie di sms o di email; inoltre dette condotte non devono necessariamente avvenire in un luogo pubblico o tramite il telefono (come deve necessariamente essere per il reato di molestie ).

La formulazione prevista dal codice penale è talmente ampia da consentire di ricomprendere, nel reato di stalking, anche la condotta di chi invia una serie di messaggi di posta elettronica. Lo ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza .

Il delitto di stalking (atti persecutori) “tutela la libertà individuale”: infatti esso scatta non appena il comportamento del reo è talmente ossessivo da far modificare, alla vittima, le proprie abitudini di vita o tale da infondergli un perdurante e grave stato di ansia o di paura, o, in alternativa, da fargli temere per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva.

Lo stalking – sottolinea la Cassazione, per rimarcarne la differenza rispetto al reato di molestie – può certo essere materialmente attuato mediante una serie di molestie o di minacce, ma ciò non comporta che esso si possa considerare solo una reiterazione di successivi episodi di molestie: la molestia, infatti, perché possa realizzarsi, richiede che la condotta avvenga sempre in un luogo pubblico, mentre invece, nel caso di stalking, non rileva che le condotte avvengano o meno in luoghi aperti al pubblico.

Non rileva neanche che, ad inviare le email persecutorie sia un parente o un ex familiare della vittima, come il precedente marito il quale, a seguito della separazione, abbia tentato di contattare la donna per decidere in merito a questioni rilevanti come, ad esempio, le visite dei bambini.

FONTE: www.laleggepertutti.it

 

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